VICINO, VICINISSIMO

Da Casa Maiore, la bellezza è raggiungibile in meno di quindici minuti o al massimo in due ore di automobile: le città barocche di Comiso, Grammichele, Ragusa Ibla, Modica, Scicli, Palazzolo Acreide e Noto, la grande ceramica di Caltagirone, gli scavi greci di Kamarina, Siracusa, Catania ma anche la villa romana di Piazza Armerina, Enna o Agrigento.

OTTO PICCOLI MUSEI

Chiaramonte Gulfi detiene, orgogliosamente, il record di otto piccoli musei. La presenza di otto piccoli musei sottolinea la vocazione a conservare, a tenersi stretti i ricordi, da vero paese di montagna, con i suoi 668 metri sopra il livello del mare. Qui, appunto, «si magnifica il porco»...

MUSEO DI ARTE SACRA

Il museo, in via Santa Caterina, è suddiviso in quattro sezioni: il rito religioso, dove si conservano paramenti e oggetti sacri tra cui una croce d’altare in madreperla; l’arte plastica rappresentata dalle terrecotte della famiglia Criscione; la pittura; l’arredo e il rivestimento ceramico con una collezione di opere di Giacomo Alessi.



MUSEO DI CIMELI STORICO MILITARI

Si trova in piazza Duomo e custodisce più di mille reperti, collezionati da Emanuele Gulino. Tra le curiosità, oltre ad un’importante rassegna di elmi, divise e distintivi c’è anche una sezione dedicata agli accendini, spediti a casa dai soldati.

MUSEO DEL RICAMO E DELLO SFILATO SICILIANO

L’ingresso in via Lauria, è al numero 4, nella zona più antica della città, risalente alla fondazione di Manfredi III Chiaramonte. Lo sfilato è una tecnica particolarmente elaborata di ricamo che si tramanda in città di madre in figlia con commesse che giungono anche dal Giappone.



CASA MUSEO LIBERTY

Un giro nel passato recente del gusto, imperante all’inizio del secolo scorso. La collezione di mobili, oggetti, tessuti, raccolta da Emiliana Figliuoli e ospitata a Palazzo Montesano, annovera pezzi formati da René Lalique, François-Théodore Legras, Fratelli Calderoni, Ernesto Basile, Carlo Zen.

MUSEO ORNITOLOGICO

Sempre a palazzo Montesano, c’è un’importante collezione di seicento specie di uccelli impagliati tra siciliani, italiani e internazionali, raccolti dai fratelli Azzara negli anni Cinquanta. Tra tutte spiccano le sezioni dedicate alle aquile, agli avvoltoi e ai grifoni.



MUSEO DEGLI STRUMENTI ETNICO MUSICALI

A Palazzo Montesano trovano posta anche gli strumenti musicali, provenienti dalla collezione di Duccio Belgiorno. Accanto ai flauti tibetani, ricavati da tibie umane, alle zanze, idiofoni a pizzico provenienti dall’Africa orientale e meridionale, non mancano i charanghi argentini, fatti con il carapace dell’armadillo, le balalaike e i sytar.

MUSEO DELL’OLIO

Palazzo Montesano rende omaggio all’olio degli Iblei con un museo che racconta la cultura materiale legata al prezioso alimento: da una pressa del Seicento ad una mola di pietra, alle giare, passando per una miriade di oggetti specifici.



PINACOTECA GIOVANNI DE VITA

Il Palazzo Montesano conserva l’opera del pittore Giovanni De Vita, (1906.1990) artista schivo, figurativo, delicato autore di tempere, acquarelli e oli, che aveva il suo studio in via Castello, a cui, nel 1986, recò visita Leonardo Sciascia, premiato come De Vita in qualità di insigne siciliano. Il pittore offrì un acquarello a Sciascia, declinando cortesemente la proposta dello scrittore a interessarsi per una sua mostra a Palermo.